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Atenei, la riforma del governo

Un mandato di non oltre 8 anni per i rettori, la possibilità per gli atenei di fondersi tra loro allo scopo di evitare duplicazioni, un consiglio di amministrazione con il 40% di membri esterni, scatti stipendiali solo ai professori migliori: sono alcune delle novità previste dal disegno di legge messo a punto dal ministro Mariastella Gelmini per dare un volto nuovo all’università italiana e che sarà presentato al Consiglio dei ministri domani.

Ci sarà una distinzione netta di funzioni tra Senato accademico e Cda: il Senato avanzerà proposte di carattere scientifico, ma sarà il Cda ad avere la responsabilità chiara delle spese, delle assunzioni e delle spese di gestione (anche delle sedi distaccate).

L’Unione degli universitari (Udu) si schiera contro la riforma: «Siamo pronti – dicono gli studenti – ad avviare già da domani una fase di agitazione con occupazioni, sit-in e presidi per contrastare una riforma dell’università che il governo intende avviare con il consiglio dei ministri e che non trova ragioni se non nell’inserire i privati dentro gli atenei”.

Il governo- continua la nota dell’ Udu- sordo alle istanze del mondo accademico che non ha i fondi pubblici per mandare avanti gli atenei, procede con una riforma che introduce la presenza di privati all’interno dei consigli di amministrazione».

Fonte: www.unita.it

October 24, 2009 - Posted by latrefri | Uncategorized | | No Comments Yet

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